“Sono nei guai: l’appartamento non aveva l’abitabilità”. Oppure “Ma non te lo aveva detto nessuno che erano in attesa dell’abitabilità?”…

Il peggiore dei commenti: “Ora che ci faccio? Non lo posso vendere: manca l’abitabilità!”.

 

Ma non sono solo questi gli inconvenienti della mancata abitabilità.

C’è un’abitabilità che prescinde dalle leggi che stabiliscono i criteri secondo i quali un edificio possa essere definito abitabile: esso deve essere costruito secondo criteri che ne assicurino la stabilità della struttura, l’igienicità e la sicurezza degli impianti (idraulico, idrico, elettrico, termico, ecc.).

Viviamo in una nazione dove non esistono elementi minimi per tutelare la reale vivibilità di un locale o di un ambiente per la vita degli uomini. Talvolta, sembra di essere degli alieni quando si parla di energia pulita degli ambienti e dei luoghi da acquistare o affittare, trascurando così tutte quelle importanti particolarità che abbassano il livello non solo economico (anche parecchio) ma qualitativo della vita di ciascuno.

Indagare sulla qualità del luogo che stiamo per abitare non deve essere un tabù o una pratica da nascondere ma, visto come siamo messi nel nostro Paese, un esercizio fondamentale.

Quello che sto per elencare riguarda l’esperienza accumulata sino ad oggi dopo una pratica ventennale con la categoria degli architetti.

 

Alcuni di questi, supportati e compendiati da biologi e chimici che hanno periziato abitazioni e terreni oggetto di costruzione di abitazioni civili, mi hanno fatto riflettere su:

 

• Rischio tellurico: ovvero, verificare dove sorgerà o insiste il fabbricato o il manufatto: faglie, corsi d’acqua e cavità sotterranei, giacimenti minerali, percorsi metropolitani etc.

• Elettrosmog: si rammenta che è uno degli elementi di pericolo per la salute e quell’abitabilità di cui parlavamo. Esso è generato dalle centrali elettriche, dalle linee esterne di distribuzione di corrente, dai cellulari e relativi ripetitori, da antenne radiotelevisive, radar, e così via.

• Specialmente nelle zone circostanti il perimetro provinciale di Roma, controllare la radioattività, derivata dai materiali da costruzione, dai gas sotterranei e dall’aria, radon etc. è importante e utile per capire se valga la pena investire in quel luogo, magari molto bello.

• Capire se l’ambiente circostante il nostro investimento sia soggetto ad esalazioni tossiche, provenienti da materiali artificiali e dallo smog esterno o dallo smaltimento di materiale pericoloso.

 

Altri parametri adottati dai paesi civili, ingrossano l’elenco: le condizioni precarie dell’aria , l’umidità,la temperatura, le eventuali reazioni biologiche originate dalla decomposizione o dalla vicinanza discariche o canali di acque nere, presenza di nosocomi o simili ma… … ma è anche dentro casa che dobbiamo cercare di capire se siano stati adottati per una grande e bella abitabilità, la giusta dose di educazione civica e di rispetto.

Per noi stessi e per chi ci abita.

 

Giovanni Nannini – Luglio 2015

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